CFD Tassazione, Come Funziona, Quanto Si Paga

Ben ritrovati cari affezionati lettori di Money Beng, siamo molto felici e onorati dell’affetto che ci riservate quotidianamente. Nell’articolo di oggi, parleremo di finanza e investimenti, nello specifico andremo a trattare di CFD tassazione. 

Vedremo cosa sono i CFD, come funzionano e quanto si paga di tassazione su questi strumenti finanziari. 

CFD cosa sono?

Prima di tutto, andiamo a vedere cosa sono i CFD (che in inglese significa Contracts For Difference).

Sostanzialmente, si tratta di contratti per differenza, in pratica, degli strumenti finanziari derivati, con il prezzo che si calcola dal valore di altri tipi di strumenti.

Come tale, quest’ultimi sono in genere, azioni, obbligazioni, valute oppure prodotti fisici come metalli e pietre preziose, che sono definiti sottostanti.

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In pratica, è come se fossero scommesse sull’andamento di attività finanziarie e oscillazioni dei mercati di riferimento.

Come funzionano i CFD?

Infatti, non fanno altro che copiare l’andamento dei sottostanti, e per questo sono adoperati da venditori e compratori per scambiare denaro, al posto di utilizzare lo scambio fisico delle attività economiche stesse.

D’altronde, questi tipi di contratti CFD consentono di fare trading su azioni, Forex, indici e obbligazioni, senza dover realmente acquistare o vendere le attività o investire il capitale che serve per l’acquisto del sottostante. 

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In buona sostanza, l’acquisto di un CFD non comporta l’utilizzo di soldi fisici, ma è un contratto che obbliga chi vuole acquistare a pagare o a riscuotere alla scadenza del contratto medesimo, un differenziale attivo o passivo legato al prezzo di quest’ultimo.

CFD tassazione 

Andiamo a parlare adesso dell’aspetto fiscale per quanto riguarda CFD tassazione.

Occorre subito dire che il primo obbligo dichiarativo dall’acquistare CFD è di compilare i quadri fiscali di RW, RT, RL e RM ed all’Unico Persone Fisiche

Tasse sulle plusvalenze 

Come detto precedentemente, questi CFD creano plusvalenze e minusvalenze finanziarie, che sono i redditi di capitale.

Di conseguenza, bisogna dichiararle nel quadro RT.

Oltretutto, questo tipo di strumenti fornisce anche un’imposta patrimoniale, che arriva dalla detenzione di strumenti finanziari all’estero. 

Per quanto concerne la tassazione sulle plusvalenze, chi investe in CFD tassazione è soggetto all’imposta sostitutiva del 26%:

  • In base alla differenza tra il totale dei corrispettivi e quello dei costi e dei valori di acquisto, nel suddetto periodo

Per l’IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero) si è soggetti ad un’imposta dello 0,2% sul totale delle attività economiche, sempre per lo stesso periodo di imposta.

Minusvalenze 

Invece le minusvalenze, nel caso in cui nel periodo di imposta si abbino più uscite che entrate (rispetto al totale dei corrispettivi), si raggiunge una neutralità fiscale.

In quella circostanza, è ovvio che non si debba pagare nessuna imposta del 26% sulla plusvalenza generata; bensì, ci sarà la possibilità di scomputare le minusvalenze sui possibili guadagni maturati nell’arco di 4 anni, annullando di fatto la tassazione CFD

Ovviamente anche le minusvalenze CFD vanno sempre dichiarate e certificate, all’interno del quadro RT

Perció, il secondo obbligo deriva indubbiamente dal primo ed il calcolo delle imposte dovute al versamento delle stesse.

Per ultimo, cari lettori di MoneyBeng, ricordiamo che i CFD hanno un prezzo quotato uguale al valore del sottostante, ma il valore di mercato o valore patrimoniale del contratto è inizialmente nullo, visto che il contratto iniziale prevede proprio un payout del differenziale.

Money Beng, La Redazione

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